Biografia


Emanuele Pandolfini è pittore, scultore e grafico ed è ritenuto dalla critica più autorevole uno degli artisti più significativi per quanto concerne la nuova figurazione in Italia. Nato a Palermo nel 1929, ha avuto una solida formazione culturale nella sua città natale, essendo stato allievo del maestro futurista Pippo Rizzo all’Accademia di Belle Arti, dove giovanissimo s’impone all’attenzione del mondo culturale. Ben presto infatti gli vengono affidati lavori di prestigio, come quello di eseguire i ritratti (in scultura) del Cardinale Ruffini di Palermo e del noto scrittore Vitaliano Brancati. E’ del 1959 la sua prima personale alla galleria Flaccovio del capoluogo siciliano, mentre nel 1961 si trasferisce a Roma, dove in occasione del centenario dell’Unità d’Italia, l’ambasciata rumena gli commissiona il busto di Giuseppe Garibaldi per una piazza di Bucarest. Sull’importante avvenimento un documentario a colori della INCOM viene proiettato su tutti gli schermi nazionali. In seguito viene premiato alla mostra Città di Segni, che gli vale l’invito alla III Rassegna di Arti Figurative di Roma e del Lazio. Nel ’62 inizia nei confronti dell’opera di Pandolfini un interesse costante della critica che lo accompagnerà fino ai nostri giorni: l’editore De Luca pubblica una sua monografia di Giacomo Etna e la personale alla galleria Artisti d’Oggi viene presentata da Vito Apuleo, uno dei critici più apprezzati del momento. Altri illustri personaggi (scrittori, critici e colleghi) s’interessano alla sua ricerca come il Premio Nobel Salvatore Quasimodo, il poeta spagnolo Rafael Alberti, Marcello Venturoli, Franco Miele, Renato Civello, Carlo Giacomozzi, Luigi Tallarico e altri ancora. Nel dicembre del ’64 tiene una personale alla galleria Laurina, presentata da Carlo Giacomozzi e l’anno successivo nuova mostra alla Flaccovio di Palermo e l’invito alla V Rassegna di Arti Figurative di Roma e del Lazio. La RAI nel programma Ultimo quarto documenta con un servizio curato da Renato Giani la sua ricerca pittorica e plastica. Nel frattempo gli vengono allestite diverse personali in spazi di prestigio: memorabile la mostra alla Cà D’Oro di Roma con strepitoso successo di pubblico e di critica, storica galleria nella quale tornerà ad esporre nel 2006. Quanto alla fortuna critica a cui si faceva cenno, sono da ritenere fondamentali gli scritti sull’artista di Costanzo Costantini, suo grande amico, mentre in campo espositivo notevolissima è stata l’attività d’inizio millennio con due antologiche dedicategli in Abruzzo nel 2003: quella dell’Ente Manifestazioni Pescaresi presso lo storico teatro-monumento Gabriele D’Annunzio di Pescara, intitolata Il Mito di Eva, e quella del comune di Pianella nell’ambito della VII edizione della Rassegna Ricerche Contemporanee curate entrambe da Leo Strozzieri. Il già cospicuo curriculum di Pandolfini si è arricchito in questi ultimi anni di due voluminose monografie: la prima che documenta venti anni d’attività di pittura, grafica e scultura (1950-1970) a cura di Elio Mercuri con scritti anche di Giancarlo Fusco, Mario Lunetta, Mario Maiorino e Vito Riviello (Savelli Editore -1973), e l’altra edita in occasione dell’antologica al Centro La Sfinge Malaspina di Ascoli Piceno (2005). Recentemente prestigiosi riconoscimenti alla sua opera sono arrivati con l’invito al Premio Sulmona (2004 e 2006), ove gli è stata attribuita la targa del Presidente della Repubblica alla carriera e a Casoli Pinta di Atri dove è risultato vincitore con l’opera entrata nella Pinacoteca civica. Altre affermazioni: la medaglie d’oro al premio Peltuinum di Prata d’Ansidonia (AQ) e al Premio I sentieri dell’anima a L’Aquila. L’artista che ha eseguito ritratti per illustri personaggi quali Craxi , Nilde Iotti, Fini, è presente in enciclopedie storiche, mentre come grafico ha illustrato libri, pubblicato cartelle e collabora a riviste nazionali. Sue opere sono in pinacoteche internazionali come quella francescana di Falconara Marittima e quella intitolata a “Corrado Gizzi” a Guglionesi (CB).